Se WhatsApp e Telegram sono pericolosi (e non solo loro)

whatsappdi Luca Stella

La querelle è sempre la solita. Accade che esistono al mondo intere nazioni, come gli USA o l’Australia, ma anche gigantesche multinazionali nel mondo dell’IT, in cui si ignora perfino l’esistenza di WhatsApp, nonostante in una parte d’Europa sia il sistema di messaggistica istantaneo che va per la maggiore.

La motivazione è semplice, nel Vecchio Continente si privilegia la comodità al rispetto dei dati sensibili, altrove è il contrario. Ecco perché intere nazioni o multinazionali evitano accuratamente di utilizzare determinate applicazione, ecco perché Newscamp.info non utilizza WhatsApp.

Per chi volesse comprendere bene quanto e come sia facile entrare nell’account di chiunque utilizzi, per esempio, WhatsApp è spiegato bene in questo video-articolo del Corriere della Sera. Nella speranza che il titolare di quell’account non abbia mai mandato via messaggio a qualcuno dati bancari o, peggio, i numeri della propria carta di credito con codice di verifica incluso.

La regola d’oro è sempre quella, cari lettori di Newscamp.info, se proprio siete in preda a una sindrome compulsiva, per la quale dovete per forza comunicare immediatamente, allora scegliete Skype, che è sicuro, fornisce molti più servizi di WhatsApp, video-telefonate e tanto altro.

Buona lettura: qui

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