Salone del Camper 2015, Arance di Natale precisa

Parma
Arance di Natale

Dalla Onlus Arance di Natale, in merito al proprio primo comunicato (qui), riceviamo e volentieri pubblichiamo

Sapevamo che avremmo dovuto dare delle spiegazioni e quelle che seguono non sono solo e semplicemente le nostre spiegazioni, bensì i fatti realmente accaduti.

Anche quest’anno abbiamo chiesto, come succede dal 2010, di partecipare al Salone del Camper per promuovere la nostra associazione e le sue iniziative umanitarie.

Anche quest’anno, per la sesta volta, ci hanno risposto di no motivando il diniego con (riportiamo testualmente da mail inviataci da Fiere Parma) “da regolamento, non possiamo assolutamente ammettere ONLUS all’interno dei padiglioni di vendita“.

Presumiamo per una loro distrazione/errore, sotto la mail appena citata ci hanno inviato anche un’altra mail nel cui testo c’è scritto (riportiamo testualmente da tale mail) “uccideteli please“.

Questa mail era intercorsa tra due persone di Fiere Parma.

Non ci sono dubbi che si riferisce alla nostra associazione perché, ancora più sotto, compare la nostra richiesta di partecipazione al Salone del Camper.

Quindi, sintetizzando, possiamo supporre che Tizio di Fiere Parma ha inoltrato la nostra richiesta a Caio di Fiere Parma, chiedendo a quest’ultimo di risponderci, accompagnando questa sua richiesta con l’espressione “uccideteli please“.

Locuzione veramente pesante e di pessimo gusto, per di più nei confronti di un’associazione che ha perso un socio giusto un anno fa, ucciso nel ritorno di un viaggio umanitario.

Per quanto riguarda l’affermazione “da regolamento, non possiamo assolutamente ammettere ONLUS all’interno dei padiglioni di vendita” facciamo notare che l’articolo 23-Divieti particolari di tale regolamento recita “promuovere all’interno del Quartiere Fieristico offerte, questue ed oblazioni per istituzioni di qualsiasi genere, di svolgere attività religiosa, politica o sindacale, ed ogni qualsiasi attività non attinente alle finalità della Rassegna in corso salvo espressa autorizzazione scritta degli Organizzatori”.

Che cosa ci fanno nella manifestazione (vedere liste espositori 2014 e 2015) aziende che producono formaggio, caffè, vino, olio e tante altre attività, le più diverse, che nulla hanno a che fare (anche con molta fantasia) con il mondo del camper?

Lasciamo a quanti ci leggono ogni commento su questa vicenda.

Ovviamente andare alla fiera è nella libertà di ognuno, ma se varcate quella soglia ricordate come è stata trattata la nostra associazione.

5 comments

Dire di essere indignata è poco ma non voglio scendere al loro basso livello per dire cosa sono, rispondo con le loro parole “cacciateli please”.non sono degni di occupare un posto di rilievo e di lavoro.
Angela

Ritengo che oggi piu’ che mai le questioni sociali e soprattutto chi si adopera per sostenerle non debbano essere trascurate anche in un contesto,come quello del salone del camper, dove si vorrebbe far pensare solo alle cose belle.Allora perché non dare spazio “alle arance di natale” associazione che ha dimostrato con proprio “sacrificio”l’assoluta bonta’ dei propi intenti?
Mi schiero dalla parte di questa associazione biasimando la scelta di Parma Fiere,sperando che ci sia ,magari all’ultimo momento,un giusto ripensamento.
Amedeo Zaccari(uno che crede e che fa)

Ben ricordo il dramma di quel genovese ucciso….era mio concittadino.E BEN ricordo che al Salone lo scorso anno,oblio completo per un camperista/volontario ucciso…. gia il Salone deve essere solo business, il lato umano non crea profitti…forse

ormai sciamo a conoscenza di come si comportano nei confronti delle associazioni o.n.l.u.s. i dirigenti della fiera camper di parma , l’unico biasimo che si può evidenziare a mio parere è che questi personaggi “strapagati” e ( forse non solo ) anche in malafede , vogliono soltanto fare bisness incassando quanto più possibile dalle case costruttrici di camper come mi sembra evidente , e incassando anche da chi chiede un piccolo spazio , cifre , a mio parere , insostenibili per delle associazioni di volontario considerando che chi collabora con queste lavora totalmente gratis , pagandone i costi di tasca propria , carburante e pasti soltanto per citarne alcune ,disinteressandosi di tutto quello che comporta l’essere (civili) , direi di avere già detto molto spero che tale considerazioni arrivino ai politici interessati e non solo .

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