Parigi non sempre val bene una messa…

svdldi Luca Stella

Periodo febbrile di fiere nazionali e oggi si è conclusa la 51ma edizione del Salon des Vehicules des Loisirs, tradotto la fiera nazionale francese. O forse no.

Forse no, nel senso che questa edizione ha registrato un crollo storico di visitatori. Al di là poi di quello che diranno i comunicati ufficiali, il fatto che il pomeriggio di domenica 2 ottobre, ultimo giorno, i bar fossero già in fase di chiusura e molti stand con addetti in preda ad ansia da smontaggio il più veloce possibile, la dice lunga.

E allora? Un disastro? Mercato francese in cirsi? No, non è un disastro. No, non è in crisi il mercato francese, solo che si è evoluto.

Oggi, molto più che in passato, il Salone di Parigi è anticipato da ben 22 fiere regionali e posticipato da ben 24, con quelle di Bourdeaux e Lione che sono delle grandi fiere. Ecco il punto, ormai a Parigi si recano solo i visitatori della zona, qualche giornalista straniero che non si è ancora accorto di nulla e quei camperisti in vena di esotico, che magari vogliono vedere quel preciso modello di un maxi motorhome di fascia altissima che ben difficilmente si vedrà altrove.

Ecco quindi il punto. Il fatto che la Francia non abbia più una sua fiera nazionale non è un elemento da vivere come tragedia, disgrazia o chissà che altro. Resta il punto di riferimento per il mercato, per gli addetti ai lavori, ma è pur vero che è la prima fiera europea che registra un mutamento dei consumi dei camperisti, dei caravanisti e dei campeggiatori. Chissà se ci saranno altre nazioni che seguiranno l’esempio. In fondo forse Parigi non sempre val bene una messa o forse sì.

Per tutti coloro che si chiedono cosa significhi la celebre frase “Parigi val bene una messa“, ricordiamo che il tutto accadde a fine ‘550 quando la Francia venne dilaniata da una creunta guerra civile, passata alla Storia come la “guerra dei tre Enrichi“, quella appunto tra Enrico di Guisa, Enrico III ed Enrico di Navarra. Quest’ultimo alla fine ebbe la meglio. Quindi la Francia ebbe il suo primo monarca Borbone, con un problema però, egli era ugonotto e protestante. Dunque dovette convertirsi al cattolicesimo per poter salire sul trono di Francia ed è proprio per spiegare la sua conversioe che Enrico di Navarra pronunciò la celebre frase, come dire che pur di diventare Re di Francia valeva la pena anche una conversione di fede.

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