Chi porta la frangetta alla Kate Moss?

Helmut Fritz
Toutes celles qui portent la frange la Kate Moss

di Luca Stella

Momento triste e avvilente per l’intero settore. La vicenda è quella delle ripetute gaffes ed errori che quest’anno paiono caratterizzare la sesta edizione (e non quinta, come un comunicato stampa afferma) della kermesse parmense.

Già, il Salone del Camper fra prezzi errati dei biglietti, confondere questa sesta edizione con la quinta e inviti a liberarsi di una Onlus pare proprio che ce la stia mettendo tutta per entrare negli annali, quelli del ridicolo.

Di Arance di Natale, come di qualsiasi organizzazione, si può legittimamente avere il parere che si preferisce, ci mancherebbe solo, ma una cosa è certa, se si è una fiera Nazionale, allora l’arroganza e la viltà dovrebbero stare altrove.

Arroganza, perché credere oggi che le fiere nazionali nel nostro settore possano sopravvivere gestendo i rapporti con il pugno di ferro, significa non aver compreso che molti operatori trovano facili guadagni e giovamento più dal non esserci che dall’esserci.

Viltà, perché scrivere riservatamente certe cose significa non avere il coraggio di affermare a viso aperto quello che si pensa.

Se davvero quella email c’è stata, e non possiamo né vogliamo dubitare di ciò, in una Nazione normale, in una organizzazione normale, ci sarebbero già dovute essere, da una parte una lettera pubblica di scuse, senza “se” e senza “ma”, e dall’altro le dimissioni dell’autore della gaffes o, in mancanza di esse, quelle del suo capo o, in mancanza di esse, quelle del capo del suo capo. Questo per ridare dignità e serietà alla vicenda.

Ieri sarebbe stato opportuno, oggi già tardi ma ancora in zona Cesarini. Domani troppo tardi. Far finta di nulla significa non aver compreso nulla di marketing, di comunicazione e di rapporti non dico professionali ma nemmeno umani. Sarebbe estremamente avvilente.

Ogni volta che si incrocerà, per strada, nel lavoro, ma anche solo in fiera una persona appartenente all’organizzazione la si potrà guardare negli occhi e leggere che appartiene a quella struttura nella quale in casi gravi e pesanti come questo, si preferisce imitare gli struzzi, che nascondono la testa sì, ma lasciando parti delicate del corpo alla mercé di chiunque.

Per coloro che hanno una anche minima voce all’interno della organizzazione de Il Salone del Camper e si occupano a vario titolo di marketing o comunicazione vorrei chiedere di ricordare ai vari Presidenti e Amministratori Delegati delle aziende malgrado tutto coinvolte perché partecipanti alla kermesse che cosa ha fatto e cosa ha significato Kate Moss per il mondo del marketing e della comunicazione e perché grazie a lei tutto è cambiato e oggi far finta di nulla è estremamente dannoso per tutti noi.

O lo fanno oppure si dimettano pure loro, perché un responsabile marketing e comunicazione che non è al corrente della cosa…

A tutti voi, ma soprattuto agli iscritti e ai simpatizzanti di Arance di Natale, Newscamp.info dedica questa bella canzone di Helmut Fritz, con una frase “Toutes celles qui portent la frange la Kate Moss” (tutte quelle che protano la frangetta alla Kate Moss), che ha stra-venduto e non solo in Francia. Intervistato, il bravo artista ha spiegato che quella citazione ha aiutato la sua canzone a varcare i confini nazionali, questo giusto per dire…

7 comments

Concordo pienamente con quanto scritto sopra, volevo solo aggiungere che oltre l’arroganza e la viltà, siamo in presenza di persone rozze e senza sensibilità, perché affermare “uccidiamoli tutti” ad una associazione che solo l’anno scorso il dolore lo ha già provato, oltretutto perdendo un socio andando a fare della beneficenza, significa esprimere tutta la grettezza possibile. Così ho deciso che quest’anno i soldi del biglietto d’ingresso al salone di Parma li devolverò, con grande piacere, ad Arance di Natale, saluti Piero

Una Fiera è un investimento degli espositori che condividono i costi dei servizi offerti. La preparazione di una Fiera dura un anno. Ricordo l’entusiasmo di tutti quando ci fu il passaggio da Rimini a Parma nel settembre 2010. Tutti sottolinearono la positività di visitatori arrivati in auto…..questi anni non sono stati anni fortunati per il settore !! Di chi la colpa? Sotto gli occhi di tutti i risultati…… Al di là di gaffes formali, l’inizio di una Fiera, comunque la seconda d’Europa per visitatori, impone agli addetti ai lavori una identità di vedute prospettiche………le sintesi fra due settimane !!!
Buona fortuna

Fantastico!
È incredibile quello che accade per una semplice richiesta di partecipazione ad una fiera, seppure “importante “ come quella di Parma.
Al di la della “minaccia” che ha del ridicolo soprattutto per chi lo ha scritto è comunque altamente offensiva per la dignità di una qualunque associazione, figurasi per una O.N.L.U.S. come la nostra e per tutti coloro che ne fanno parte.
Detto questo, credo che la domanda da porsi dopo i comunicati stampa dell’Associazione che danno risalto all’elemento cabarettistico della vicenda “perché?”.
• Forse non siamo stati simpatici in passato e non lo siamo ora;
• Forse disturbiamo qualche produttore di marmellata (mi sembra che non ci siano in elenco espositori);
• Forse ci sono ragioni politiche (ma noi non facciamo politica, nel nostro regolamento è assolutamente vietato parlarne).
Quindi?
Quindi, se ne facciano una ragione se continueremo a portare all’attenzione dei media la nostra vicenda, sino a quando non presenteranno pubbliche scuse.

a questo punto l’unico commento e augurio possibile e che non solo i nostri 1800 milleottocento iscritti c.a.( in oltre con famiglia) non vadano più al salone del camper ma che leggendo le varie lettere anche tanti altri camperisti baicottino il salone del camper fino a quando non cambierà tutta la dirigenza .

Non riesco ad immaginare come possa fare una persona o più persone a scrivere frasi così verso una Associazione Onlus che sono 20 (venti) anni che fa e che continua a portare aiuti a che ne hanno bisogno. Il minimo che dovrebbero fare queste persone: chiedere pubbliche scuse e poi dimettersi

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