Agosto 2015 Vacanze Selvaggia ma senza la Lucarelli, l’introduzione

Fendt Opal 650 SFD
eccola in ua piazzola in pieno sole d’agosto

di Michael “Mick” Gerber*

Quando Luca Stella mi ha chiesto di scrivere l’introduzione al suo libro, confesso ho avuto molti motivi per dire di “no”.

E’ vero per cinquant’anni ho scritto di veicoli ricreazionali ma da due sono in pensione e alla festa di addio avevo detto che mai avrei più scritto. Sono contento però che il libro verrà distribuito in Europa con la mia introduzione, almeno qui negli States sapranno con qualche ritardo che Luca è riuscito a farmi mancare di parola!

Conoscono Luca Stella da tantissimo tempo, lo considero un grande, onesto e capace professionista e una persona con una etica e una moralità al di sopra di ogni sospetto. Certo le sue qualità sono lette in modo negativo dagli incapaci, dagli invidiosi; pazienza, Luca in questi anni nel mondo del caravanning ha dimostrato di avere le spalle larghe, di saper andare avanti, facendo dell’ottimo business pur non scendendo a compromessi. Per i suoi amici non c’è nulla da stupirsi, per i suoi nemici un motivo di odio profondo, invidiosi di non essere al suo livello.

Ricordo ai non italiani la storia della fiera nazionale italiana di Parma. Per dodici lunghi anni Luca e solo lui ha portato cifre, analisi, documenti che dimostravano che la fiera a Rimini era negativa per il settore. Risultato: non lo hanno ascoltato. Poi la fiera viene portata a Parma: un successo. L’Italia quel poco di mercato che ha ora lo deve alla fiera di Parma e dovrebbe fare un monumento a Luca e invece, che succede? Chi sale sul carro del vincitore è lì a gonfiarsi il petto, quando un momento prima erano tutti a osannare la piazza concorrente di Rimini. Luca? Estromesso. Tranquillo Luca, vedrai che dopo morto, speriamo tra cento anni almeno, parleranno bene di te.
Nelle note citi “il fardello dell’uomo bianco”, bella poesia di Kipling e che sembra scritta per te!

Adesso che dell’autore abbiamo detto, diciamo del libro.

Parlare di road book a noi americani è come parlare di una parte importante della nostra letteratura, anche contemporanea. E questo è un road book ma non lo è. Lo è perché racconta di un viaggio, quindi la mia insegnante al college mi avrebbe detto che sì, è vero, è un road book. Ma allo stesso momento non lo è perché la vicenda non si svolge tra le strade della bella costa francese, ma in una piazzola di un campeggio.
Allora possiamo dire che è un libro che racconta delle vacanze in campeggio? Sì, certo, racconta le vacanze di Luca Stella e di sua moglie in modo leggero, simpatico ma con dentro macigni di riflessioni, metafisica, analisi di mercato.

Ma allora che razza di libro ha scritto Luca Stella?

La risposta è semplice: Luca Stella ha scritto di Luca Stella. Leggendo si trova tutto lo spirito e la vena umoristica dell’autore, ma anche le sue competenze in fatto di caravan che lo fanno essere il massimo esperto in Europa continentale.

Questo libro è un road book, un libro di viaggi, sì, allora, e quello che dobbiamo fare lasciandoci condurre dall’autore in un mondo che è molto bello e pieno di fascino, quello della vacanze in campeggio con la caravan.

Si alternano momenti di vera gioia ad altri più seri, ma perché questo libro è vivo e vero come la vita che non è tutta “wonderful” ma nemmeno tutta nera.

Concludo suggerendovi di leggere questo libro ad alta voce e in compagnia. Un libro che è un onore parli del nostro settore, una vero vanto conoscere l’autore.

Alla presentazione del libro a New York ci sarò, spero che anche voi andiate alle presentazioni che ci saranno in Italia. Sono certo che nel settore ci saranno almeno due o tre persone intelligenti da capire che siamo davanti a una grande opportunità. Vedere Luca che presenta un suo libro è una esperienza che almeno una volta nella vita consiglio di provare.

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